Mentoring

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Indice

Definizione

Il mentoring é un'attività formativa atta allo sviluppo delle potenzialità individuali, mediante un percorso di apprendimento guidato da un collega più anziano. Seguendo la definizione fornita da Bowen (1985), il mentoring si realizza quando: “una persona anziana in termini di età ed esperienza (il mentore), si impegna a fornire informazioni, consiglio e supporto emotivo a una persona più giovane e inesperta (il protetto o mentee), in una relazione durevole ed estesa nel tempo contrassegnata da un impegno emotivo da entrambe le parti”. Al di là del contesto, le pratiche di mentoring rimandano a due distinte forme: quella informale e quella formale o consapevole. Può essere perciò inteso come pura trasmissione culturale di un gruppo sociale, che educa e cresce i membri più giovani, o piuttosto può essere pianificato e strutturato in base a obiettivi e fasi predeterminate. Nell'ambito del mentoring organizzativo si distinguono tre principali tipi di mentors, che si caratterizzano per differenti caratteristiche di ruolo, stile, tecniche e abilità:

  • Il mentore corporate, agisce come una guida nelle varie fasi della carriera di una persona, dall'inserimento attraverso lo sviluppo formale.
  • Il mentore qualification, richiesto da un'associazione professionale o da un ente governativo (che ne sponsorizza l'azione), per guidare uno studente fino al conseguimento del titolo professionale.
  • Il mentore community, ossia un compagno-consigliere che opera in una molteplicità di situazioni nelle quali le persone possono risultare svantaggiate o in difficoltà.

Le differenze nel fare mentoring sono quindi riconducibili ad un insieme vasto di variabili personali, sociali, contestuali e al tipo di obiettivo prefissato. Queste tre tipologie possono ritrovarsi in molteplici organizzazioni o essere presenti in una sola struttura. Si identificano cinque diversi programmi di mentoring:

  1. One to One mentoring: é la forma più diffusa, gli incontri sono faccia a faccia e decisi sula base del contratto iniziale tra mentor e mentee.
  2. Group mentoring: si ha quando l'influenza esercitata dalle norme sociali e dalle regole di un gruppo, produce risvolti sulla carriera di un singolo componente.
  3. Peer mentoring: é una forma di scambio tra pari, di apprendimento, incoraggiamento e stimolo reciproco.
  4. Programmi misti: prevedono momenti individuali e di gruppo.
  5. E-mentoring: basato principalmente sulla comunicazione scritta a mezzo e-mail e quindi asincrona.


Principi di base della metodologia

La progettazione e la realizzazione di un programma di mentoring richiede di seguire alcuni passi metodologici:

  • la selezione dei mentori (avviene nei modi più diversi a seconda del contesto);
  • formazione, preparazione e accreditamento dei mentori (presentazioni, discussioni, role-play, riflessioni, ecc...Un programma di formazione al mentoring é finalizzato alla comprensione del ruolo, degli obiettivi e delle abilità richieste);
  • abbinamento dei mentori con i mentee (creare una struttura di matching, sulla base delle caratteristiche e degli interessi di entrambe. Differenze o similarità influenzano i risultati di apprendimento);
  • formalizzazione e comunicazione del programma di mentoring;
  • monitoraggio e valutazione dei risultati (si avvale di un'ampia gamma di strumenti, quali questionari, diari di bordo, rapporti intermedi,ecc...)


Riferimenti teorici

Il termine mentor ha radici lontane. Lo ritroviamo per la prima volta nell'Odissea di Omero; Mentore infatti fu chiamato da Ulisse, per sostituirsi a lui nell'educazione e la crescita del figlio Telemaco, durante la sua assenza a causa della guerra di Troia. Nell'età contemporanea, dalla metà degli anni ottanta, la parola mentoring, viene utilizzata per indicare un percorso strutturato di apprendimento e crescita personale e professionale. (Bowen, Kram)


Obiettivi

  • promuovere la consapevolezza delle risorse individuali e ambientali;
  • agevolare l'apprendimento e l'inserimento in azienda;

Competenze

  • principi, metodi, strumenti e tecniche di analisi, comunicazione, monitoraggio, valutazione, empowerment, motivazione, ascolto
  • saper definire obiettivi


Destinatari

Viene attuato soprattutto con i neoassunti per renderli più autonomi nelle proprie scelte e capaci di assumersi le proprie responsabilità nel minor tempo possibile.


Bibliografia

  • Bowen, D. Were men meant to mentor women?, Training and Development Journal, 1, pp. 30-34, 1985
  • Kram, K.E. Mentoring at work: developmental relationships in organizational life, Foresman, Glenview, 1985
  • Clutterbuck, D. Everyone Needs a Coach, Chartered Institute of Personnel & Development, 2004


Sitografia

http://www.hfma.org/publications/know_newsletter/archives/060403_mentor.htm

http://www.richmond.gov.uk/summary_of_corporate_mentoring_scheme.pdf

http://developers.sun.com/toolkits/articles/mentor.html

http://www.leadershipcentre.gov.bc.ca/mentoring/qa.htm

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